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Dopo numerose consultazioni personali i nostri giuristi, fiduciari e consulenti hanno potuto conoscere da vicino quali sono le maggiori preoccupazioni nelle teste dei neoimprenditori. Le risposte alle domande più comuni le potete trovare sul nostro blog. Sul blog potete navigare tra i vari argomenti scegliendo il vostro tema preferito dalle diverse categorie.

Spesometro 2017: la comunicazione trimestrale IVA cos’è e come funziona

A partire dal 2017 il decreto fiscale prevede l’obbligo di comunicazione trimestrale dei dati di fatture emesse, ricevute e registrate. L’obbligo è previsto a carico di imprese, professionisti e, in generale, di tutti i soggetti passivi IVA. Tali soggetti devono inviare all’Amministrazione finanziaria anche le comunicazioni relative alle liquidazioni periodiche IVA.

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Quindi, l’adempimento già noto ai contribuenti come “spesometro”, non sarà più a scadenza annuale, ma dal prossimo anno diventa trimestrale: l’invio infatti va fatto entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre (ad esempio entro il 31/05/2017 dovrà essere trasmesso l’elenco dei dati del primo trimestre 2017).

I dati, da inviare in forma analitica secondo modalità che saranno stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, dovranno comprendere almeno:

  • i dati identificativi dei soggetti coinvolti nelle operazioni;
  • la data ed il numero della fattura;
  • la base imponibile;
  • l’aliquota applicata;
  • l’imposta;
  • la tipologia dell’operazione.

Soggetti obbligati alla comunicazione:

  • Società di persone.
  • Società di fatto che esercitano attività commerciale.
  • Società di capitali.
  • Società consortili.
  • Società cooperative e di mutua assicurazione Imprese individuali.
  • Esercenti arti/professioni in forma autonoma o associata.
  • Imprese familiari ed aziende coniugali.

Soggetti esclusi dallo Spesometro:

  • Pubblica Amministrazione: esonerata dall’obbligo per la comunicazione operazioni rilevanti ai fini IVA, spesometro;
  • Contribuenti Regime dei Minimi e nel regime Forfettario;
  • Commercianti al minuto e tour operator solo se operazioni inferiori a 3.000 euro;
  • Soggetti che trasmettono i dati relativi alle spese sanitarie al sistema Tessera sanitaria;
  • Non residenti con stabile organizzazione in Italia.

Quali operazioni vanno comunicate?

Le operazioni che vanno comunicate sono:

  • Operazioni rese a soggetti nei confronti dei quali sono state emesse fatture per operazioni rilevanti ai fini IVA – clienti;
  • Operazioni ricevute da soggetti titolari di partita IVA, dai quali sono stati effettuati acquisti rilevanti ai fini dell’applicazione dell’imposta – fornitori;
  • Operazioni rese a soggetti nei confronti dei quali non sono state emesse fatture per operazioni rilevanti ai fini IVA  – consumatori finali, imprenditori e professionisti che hanno acquistato beni e servizi non rientranti nell’attività d’impresa o di lavoro autonomo.

Per le Operazioni per le quali non vi è l’obbligo di emettere la fattura, come per esempio, quelle riguardanti il commercio al dettaglio, il limite è: importo pari o superiore a 3.600 euro al lordo dell’imposta applicata, Se non vi è obbligo di emissione della fattura (perché, ad esempio, le operazioni sono documentate tramite ricevuta o scontrino fiscale), il limite è elevato a 3.600 euro al lordo dell’Iva.

Operazioni escluse dallo Spesometro:

Sono escluse da obbligo di comunicazione Spesometro le operazioni effettuate nell’anno precedente che hanno riguardato:

  • Importazioni;
  • Esportazioni: dirette, comprese le triangolazioni, di cui all’art.8 c.1 DPR 633/72;
  • Cessioni di Beni e Prestazioni di Servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list;
  • Operazioni fuori campo IVA;
  • Operazioni già comunicate all’Anagrafe tributaria (per esempio, fornitura di energia elettrica, servizi di telefonia, contratti di assicurazione, eccetera).

Obiettivi del legislatore

L’imposta sul valore aggiunto rappresenta il tributo con il più alto tasso di evasione, pertanto si è cercato di introdurre strumenti che possano contrastare tale fenomeno e che portino in breve tempo ad un incremento degli imponibili dichiarati a fini Iva e riducano gli omessi versamenti. I dati relativi alle liquidazioni iva ed allo spesometro comunicati trimestralmente dai contribuenti saranno infatti incrociati dall’Agenzia delle entrate, la quale metterà a disposizione del contribuente (o del suo intermediario) gli esiti derivanti  da tale incrocio, e se dai controlli eseguiti dovesse emergere un risultato diverso rispetto a quello indicato nella comunicazione il contribuente potrà:

  • fornirei chiarimenti necessari;
  • segnalareeventuali dati ed elementi non considerati o valutati erroneamente;
  • versarequanto dovuto avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso.

A fronte quindi di un previsto incremento del gettito erariale è necessario tuttavia anche valutare i maggiori costi che tali nuovi adempimenti comportano per i contribuenti i quali dovranno adeguare i propri software e programmi di contabilità oltre che sopportare l’onere amministrativo di dover effettuare tali nuove comunicazioni, oneri che solo per alcuni saranno parzialmente mitigati dal riconoscimento di un credito d’imposta una tantum di 100 euro per il relativo adeguamento tecnologico. Il credito d’imposta spetta infatti ai soggetti in attività nel 2017 che, nell’anno precedente a quello in cui il costo per l’adeguamento tecnologico è  stato sostenuto, hanno realizzato un volume d’affari non superiore ad euro 50.000.

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