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Dopo numerose consultazioni personali i nostri giuristi, fiduciari e consulenti hanno potuto conoscere da vicino quali sono le maggiori preoccupazioni nelle teste dei neoimprenditori. Le risposte alle domande più comuni le potete trovare sul nostro blog. Sul blog potete navigare tra i vari argomenti scegliendo il vostro tema preferito dalle diverse categorie.

Rivalutazione dei beni d’impresa

La rivalutazione deve essere effettuata nel bilancio chiuso al 31/12/2016 e riguarda: I beni materiali e immateriali, con esclusione di quelli alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa e le partecipazioni in società controllate e collegate che costituiscono immobilizzazioni finanziarie, presenti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31/12/2015.

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A fronte dei maggiori valori emergenti da tale rivalutazione è dovuta un’imposta sostitutiva pari:

  • Al 16% per i beni ammortizzabili;
  • Al 12% per i beni non ammortizzabili.

L’imposta sostitutiva deve essere versata in un’unica soluzione, entro il termine per il versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta 2016 ed è possibile utilizzare in compensazione altri tributi e contributi nel modello F24 per ridurre il debito.

Ai fini fiscali, i maggiori valori iscritti in bilancio sono riconosciuti a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello nel quale la rivalutazione è eseguita (ossia, dal 2019, per i soggetti “solari”); tuttavia, ai soli fini della determinazione delle plusvalenze e delle minusvalenze essi sono riconosciuti a partire dall’inizio del quarto esercizio successivo a quello della rivalutazione (dall’1.1.2020, per i soggetti “solari”).

  • RIDETERMINAZIONE DEL COSTO FISCALE DELLE PARTECIPAZIONI NON QUOTATE E TERRENI

Può essere effettuata da persone fisiche, società semplici, associazioni professionali, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia che detengono partecipazioni non quotate e terreni, al di fuori dal regime di impresa, alla data dell’1.1.2017.

La rideterminazione del costo fiscale comporta l’applicazione di un’imposta sostitutiva sul c.d. “valore di perizia”, con aliquota unica pari all’8%, sia per le partecipazioni non quotate (qualificate e non) che per i terreni (agricoli ed edificabili).

Si precisa infatti che per poter usufruire di tale rideterminazione è necessario che, entro il 30/6/2017, sia redatta e giurata una perizia di stima della partecipazione o terreno da parte di un professionista abilitato (dottore commercialista, geometra, ingegnere, ecc.) e inoltre, sia versata dal contribuente l’imposta sostitutiva per l’intero suo ammontare o, in caso di rateizzazione, la prima delle tre rate annuali di pari importo (sulle successive, in scadenza il 30/6/18 e 30/6/19, sono dovuti gli interessi annui del 3%).

La rideterminazione del costo fiscale comporta che, in caso di successiva cessione del bene oggetto di rivalutazione, non si paga nulla sino ad un importo del corrispettivo pari al valore periziato, mentre, sull’eventuale eccedenza (al netto dei successivi costi incrementativi e, per i terreni, della rivalutazione Istat del valore affrancato) scatta l’imposizione prevista per le plusvalenze.

Si precisa, infine, che per i soggetti che si avvalgono nuovamente dell’agevolazione, sarà poi possibile detrarre dall’imposta sostitutiva dovuta sulla rivalutazione eseguita l’imposta già versata su precedenti rivalutazioni degli stessi beni, oppure, alternativamente, chiedere il rimborso dei versamenti effettuati con riferimento alle precedenti rideterminazioni (resta fermo che l’importo del rimborso non può comunque essere superiore all’importo dovuto in base all’ultima rideterminazione del valore effettuata).

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