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Regime di cassa per i contribuenti in contabilità semplificata

La Legge n. 232/2016 ha introdotto il regime di cassa per tutte le imprese in contabilità semplificata: per tali soggetti, nella determinazione del reddito di impresa, assumono rilevanza i ricavi percepiti e le spese sostenute. La nostra guida con le informazioni utili.

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La Legge n. 232/2016 (Legge di Stabilità 2017), all’articolo 5, prevede l’applicazione di un regime di cassa per tutti i contribuenti titolari di partita Iva che operano come imprese commerciali in contabilità semplificata. In pratica, a partire dal 2017, per le imprese individuali e le società di persone in regime di contabilità semplificata, la determinazione del reddito e del valore della produzione netta secondo il criterio della cassa, in sostituzione del criterio della competenza economica.

La novità delle contabilità semplificate per cassa 2017 viene incontro ad un’esigenza più volte rappresentata da imprese e professionisti. Si tratta del criterio di equità fiscale per cui le imprese minori devono determinare il reddito da assoggettare ad imposizione fiscale considerando solo ciò che viene effettivamente incassato. La conseguenza delle nuove regole, di fatto, porta a posticipare l’imposizione fiscale per le contabilità semplificate che incassano le fatture emesse con dilazioni temporali molto lunghe.

La nuova normativa introduce il nuovo 2° comma dell’articolo 18 del d.p.r. 600/73, istituendo due nuovi registri contabili obbligatori.
Si tratta dei due registri su cui annotare ricavi incassati e costi pagati.

Le registrazioni contabili devono essere eseguite rispettando il criterio cronologico: data incassi e pagamenti, ricevuti od effettuati. Contemporaneamente occorre indicare, per ciascuna operazione, i seguenti dati:

  • l’importo dell’incasso;
  • le generalità del soggetto che abbia effettuato il pagamento o a cui sia stato fatto il pagamento;
  • gli estremi del documento pagato/incassato.

Il principio di registrazione cronologica deve considerare la data disponibile, ovvero “la data che indica il giorno dal quale la somma di denaro accreditata può essere effettivamente utilizzata”.

Alla regola generale sopra riportata è possibile derogare.
La stessa norma, infatti, consente di non adottare i registri cronologici dei ricavi e dei costi incassati e pagati (vedi nuovo comma 4 art. 18 d.p.r. 600/73) nel caso in cui gli stessi dati vengano trascritti sui registri Iva.

Inoltre la legge specifica che le operazioni fuori dal campo di applicazione Iva devono essere annotate separatamente rispetto a quelle soggette ad IVA. Inoltre, occorre annotare anche gli importi complessivi delle fatture non incassate e di quelle non pagate (con due registrazioni distinte), con contestuale indicazione dei documenti ricompresi nelle due sommatorie effettuate.

Queste nuove disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso.

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