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Dopo numerose consultazioni personali i nostri giuristi, fiduciari e consulenti hanno potuto conoscere da vicino quali sono le maggiori preoccupazioni nelle teste dei neoimprenditori. Le risposte alle domande più comuni le potete trovare sul nostro blog. Sul blog potete navigare tra i vari argomenti scegliendo il vostro tema preferito dalle diverse categorie.

MANOVRA CORRETTIVA, D.L. 50/2017 DEFINIZIONE AGEVOLATA LITI TRIBUTARIE PENDENTI

Il decreto legge n. 50/2017, pubblicato sul Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale, n. 95 del 24 aprile 2017 in Gazzetta Ufficiale, ha introdotto all’art. 11 la definizione agevolata delle liti pendenti.

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Rispetto al testo del decreto, è stata espunta, nel testo pubblicato in Gazzetta, la previsione secondo cui, per fruire della definizione delle liti pendenti, sarebbe stato necessario avere in via preventiva aderito alla rottamazione dei ruoli, il cui termine è scaduto il 21.4.2017.

L’art. 11 comma 5 si limita invece a specificare che, se il contribuente ha già manifestato l’intenzione di aderire alla rottamazione dei ruoli, la definizione delle liti può avvenire solo unitamente alla rottamazione medesima.

Per accedere alla definizione agevolata delle liti, si deve trattare di controversie rientranti nella giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle Entrate in merito alle quali la costituzione in giudizio del ricorrente in primo grado sia avvenuta entro il 31 dicembre 2016. Non assume rilevanza, né la notifica dell’atto impositivo né la notifica del ricorso, ma il solo deposito presso il giudice tributario, che, se è avvenuto dal 1° gennaio 2017 in poi, impedisce l’accesso alla sanatoria.

Il contribuente può aderire presentando una specifica domanda entro il 30 settembre 2017 e pagando tutte le imposte e gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo calcolati sino al sessantesimo giorno successivo alla notifica dell’atto. La definizione si perfeziona con il pagamento (mediante modello F24) di tutte le somme in un’unica soluzione entro il 30 settembre 2017 o della prima delle tre rate, scadenti rispettivamente il 30 settembre 2017, il 30 novembre 2017 e il 30 giugno 2018, secondo le seguenti percentuali 40%, 40% e 20%.

In merito ai benefici connessi alla definizione, essa, in parte, è strutturata come la rottamazione dei ruoli, consistendo nello stralcio delle sanzioni amministrative collegate al tributo e degli interessi di mora, a nulla rilevando qualsiasi pronuncia del giudice nel frattempo intervenuta.

Se si tratta invece di sanzioni non collegate al tributo, è dovuto solo il 40% della sanzione, a differenza della rottamazione, che ne prevedeva comunque lo stralcio integrale. Inoltre, non è previsto nessun rimborso di somme già versate a seguito della riscossione (frazionata o meno) del tributo.

Si ricorda che dagli importi dovuti si scomputano quelli già versati per effetto delle disposizioni vigenti in materia di riscossione in pendenza di giudizio, nonché quelli dovuti per la definizione agevolata delle cartelle.

A differenza delle definizioni passate, non ha rilevanza la tipologia di atto emesso, che può quindi essere sia di natura impositiva che liquidatoria. Possono pertanto rientrare nella definizione le liti aventi ad oggetto cartelle di pagamento, intimazioni di pagamento, accertamenti, avvisi di liquidazione e di recupero dei crediti d’imposta.

Rimangono esclusi dal provvedimento in oggetto i contributi previdenziali/assistenziali, i tributi locali, i contributi consortili e in generale tutte quelle liti in cui non è parte l’Agenzia delle Entrate.

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