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MANOVRA CORRETTIVA, D.L. 50/2017 ALTRE NOVITÀ: DETRAZIONE IVA E LOCAZIONI BREVI

La “stretta” sull’IVA introdotta dal DL 50/2017 si completa con una rilevante riduzione dei termini per esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta assolta sui beni acquistati o importati e sui servizi acquistati nell’esercizio dell’attività d’impresa, arte o professione.

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1. TERMINI ABBREVIATI PER LA DETRAZIONE DELL’IVA 

Il decreto prevede che l’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA possa avvenire, al più tardi, con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto in questione è sorto. Sinora, stante il disposto dell’art. 19 comma 1 del DPR 633/72, l’esercizio del diritto alla detrazione era concesso entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa al secondo anno successivo.

In base alla norma appena introdotta, dunque, il termine per esercitare il suddetto diritto viene ridotto di due anni.

Poiché la dichiarazione IVA relativa al 2017 dovrà essere presentata entro il 30 aprile 2018, la detrazione dell’imposta assolta sulle operazioni di acquisto per le quali il momento di esigibilità è sorto nel corso del 2017 dovrebbe essere esercitata entro quattro mesi dalla fine del periodo di riferimento. Questo nuovo termine potrebbe rendere difficile l’esercizio del diritto alla detrazione in alcune circostanze nelle quali potrebbero non esserci i tempi tecnici per l’iter di approvazione delle fatture (ad esempio, le fatture che hanno generato contestazioni legali oppure le fatture connesse alle note spese dei dipendenti, che richiedono autorizzazioni interne alle aziende).

Come conseguenza dei nuovi termini per l’esercizio del diritto alla detrazione, il decreto allinea anche i termini di registrazione delle fatture d’acquisto ex art. 25 del DPR 633/72, imponendo anche in questo caso come termine ultimo quello di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno di ricezione del documento.

I tempi verranno, quindi, a ridursi anche nel caso di emissione delle note di variazione in diminuzione ex art. 26 comma 2 del DPR 633/72, considerato che il termine per l’esercizio del diritto alla detrazione viene ridotto alla dichiarazione relativa all’anno nel quale è sorto il diritto.

Alcuni problemi di coordinamento sorgono nel caso di fatture emesse tardivamente e, conseguentemente, registrate tardivamente.

In questo caso, occorrerebbe coordinare il termine per l’esercizio della detrazione, coincidente con la scadenza per la presentazione della dichiarazione, con il termine per la regolarizzazione delle fatture, individuato dall’articolo 6, comma 8, Dlgs 471/97 nel trentesimo giorno successivo allo scadere dei quattro mesi dalla data dell’effettuazione dell’operazione.

Ad esempio, nel caso di operazione eseguita a dicembre 2017 per la quale, nonostante i solleciti, non viene consegnata la fattura, allora si può regolarizzare la fattura, versando la relativa imposta, entro il trentesimo giorno successivo allo scadere dei quattro mesi dall’effettuazione dell’operazione (nel caso specifico, entro fine maggio 2018, e cioè dopo che è scaduto quello per la presentazione della dichiarazione IVA relativa al 2017); detta regolarizzazione dovrebbe consentire la detrazione nella dichiarazione relativa al 2018, cioè nell’anno di versamento dell’imposta (così come, in effetti, avviene in tema di detrazione della maggior IVA versata scaturente da un accertamento).

Infine, si fa presente che l’audizione del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 04 maggio 2017 ha precisato che le nuove regole sulla detrazione dell’Iva e sui termini di registrazione delle fatture di acquisto si applicano solo alle fatture emesse e ricevute nell’anno 2017 e non anche alle fatture ricevute e non registrate negli anni precedenti. Alle fatture emesse nel 2015 e nel 2016 non registrate continua ad applicarsi il vecchio termine ultimo ancorato alla dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto.

 

2. CEDOLARE SECCA PER LE LOCAZIONI BREVI

In ultimo si evidenzia l’introduzione della c.d. “norma Airbnb”, che conferma ufficialmente la possibilità di optare per la cedolare secca con aliquota del 21% sulle locazioni brevi.

Le  locazioni brevi sono definite dal comma 1 dell’articolo 4 del Decreto Legge 50/2017 come: “i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e pulizia locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online”.

Tale norma si applica pertanto alle locazioni stipulate da persone fisiche in maniera diretta o attraverso società di intermediazione, incluse le piattaforme online che mettono in contatto domanda e offerta, tra cui Airbnb, Homeaway, Booking e TripAdvisor. I proprietari potranno scegliere se aderire al nuovo regime fiscale (generalmente più vantaggioso, in quanto trattasi di imposta speciale che sostituisce l’Irpef e l’imposta di registro) o se continuare a utilizzare quello classico dell’aliquota progressiva IRPEF; in entrambi i casi, la scelta dovrà comunque avvenire tramite un’opzione da comunicare all’Agenzia.

Si fa inoltre presente che la cedolare è possibile anche sui proventi lordi derivanti da sublocazioni e da contratti a titolo oneroso conclusi dal comodatario con terzi, sempre che siano rispettate le condizioni.

La novità più rilevante introdotta con decorrenza 1° giugno 2017 riguarda il ruolo attivo nel contrasto del fenomeno dell’evasione fiscale assegnato ai soggetti esercenti attività di intermediazione immobiliare, anche tramite piattaforme online, i quali dovranno:

  • inviare una comunicazione all’Agenzie delle Entrate contenente i dati di ogni contratto stipulati tramite la loro intermediazione; in caso di dichiarazioni omesse, infedeli o incomplete è prevista una sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000, riducibile alla metà se l’anomalia viene regolarizzata entro i 15 giorni successivi alla scadenza;
  • agire da sostituto d’imposta effettuando una ritenuta alla fonte del 21% sui proventi della locazione e versarla con modello F24; se il locatore ha optato per la cedolare, la ritenuta sarà fatta a titolo di imposta, mentre se ha optato per l’Irpef, si tratterà di una trattenuta a titolo d’acconto sull’Irpef dovuta per quell’anno;
  • inviare ai proprietari la Certificazione Unica annuale contenente gli importi pagati, distinguendo se a titolo d’imposta o di acconto.

Quanto sopra si traduce in un aggravio di oneri per gli operatori ma non per il cliente che continuerà a prenotare nella consueta maniera.

Infine, si precisa che le modalità attuative di tali disposizioni sono demandate a un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate da dovrà essere emanato entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto correttivo (ovvero dal 24 aprile).

 

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