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Dopo numerose consultazioni personali i nostri giuristi, fiduciari e consulenti hanno potuto conoscere da vicino quali sono le maggiori preoccupazioni nelle teste dei neoimprenditori. Le risposte alle domande più comuni le potete trovare sul nostro blog. Sul blog potete navigare tra i vari argomenti scegliendo il vostro tema preferito dalle diverse categorie.

IRES e distribuzione degli utili

L’IRES è un’imposta proporzionale che fa riferimento al reddito delle persone giuridiche e degli enti assimilati. L’aliquota d’imposta è fissa ed è pari al 27,5 % sul reddito complessivo.

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L’IRES (Imposta sul reddito delle società)  si applica in primo luogo alle società di capitale, e quindi anche alla società a responsabilità limitata (s.r.l.). Il reddito complessivo fa riferimento anzitutto all’utile o alla perdita risultante dal conto economico. Sulla base di tale valore devono poi venire effettuate alcune variazioni (aumento o in diminuzione in base alle norme specifiche del TUIR – Testo unico delle imposte sul reddito -), come si può vedere da un estratto del modello di compilazione allestito dall’Agenzia delle entrate:

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Una volta calcolata l’imposta dovuta ai fini IRES, l’assemblea dei soci deve decidere come impiegare gli utili al netto dell’imposta. Quest’ultimi possono essere reinvestiti nella società oppure distribuiti tra i soci. Prima però deve verificare di aver fatto gli accantonamenti previsti dalla legge, per la riserva legale, in misura pari al 5 % degli utili netti annuali, fino al raggiungimento di un quinto del capitale sociale e per le eventuali riserve previste dallo statuto.

Salvi alcuni casi specifici, come ad esempio la perdita del capitale sociale, di norma fatte queste verifiche l’assemblea dei soci può decidere di distribuire gli utili tra i soci. In tal caso la distribuzione sarà a sua volta soggetta a tassazione, in capo al singolo socio.

Tuttavia l’ammontare di tale tassazione dipende dal tipo di partecipazione. Infatti, se si tratta di un partecipazione non qualificata, si applica una ritenuta a titolo di’imposta del 12,5 %. Se invece si tratta di un partecipazione qualificata, tali redditi concorrono a formare il reddito imponibile, solo però nella misura del 49.72 % in modo da ridurre gli effetti della doppia imposizione.

Quando una partecipazione è qualificata?

  • Per le società non quotate (e senza titoli negoziati in mercati regolamentati), per avere una partecipazione qualificata occorre avere il 20% dei voti in assemblea ordinaria o il 25 % del capitale sociale.
  • Per la società quotate, per avere una partecipazione qualificata basta il 2% dei voti in assemblea ordinaria o il 5 % del patrimonio.

Se non si raggiungono tali soglie, la partecipazione non è qualificata e quindi, si applica la ritenuta del 12,5 %.

Visto che importante sapere quale sarà il ricavo netto che può essere reinvestito nella vostra società e quello che potere ricevere come soci, chiedete pure maggiori chiarimenti ai consulenti di STARTUPS.IT!

 

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