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Dopo numerose consultazioni personali i nostri giuristi, fiduciari e consulenti hanno potuto conoscere da vicino quali sono le maggiori preoccupazioni nelle teste dei neoimprenditori. Le risposte alle domande più comuni le potete trovare sul nostro blog. Sul blog potete navigare tra i vari argomenti scegliendo il vostro tema preferito dalle diverse categorie.

Addio agli studi di settore

Lo scorso sabato è stato approvato in Consiglio dei Ministri il nuovo decreto fiscale che prevede l’eliminazione degli studi di settore a partire dal 2017. Questa rivoluzione interessa 3,6 milioni tra autonomi e imprese che erano tenuti ogni anno a compilare il modello con i dati relativi alla loro attività.

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Gli obietti che il Governo intende perseguire sono tre: rendere più facile la compilazione, non chiedere dati già in possesso dell’amministrazione finanziaria, e prevedere meccanismi tali per ridurne progressivamente fino a eliminarne l’utilizzo in sede di controlli per i contribuenti più virtuosi che si collocheranno su una scala alta di compliance.

L’addio agli studi di settore non sarà per tutti, almeno in un primo momento: nel 2017 ci sarà, infatti, un regime premiale che vedrà gli accertamenti ridotti per quelle imprese e quei professionisti che risulteranno ad “alta affidabilità fiscale”; successivamente, avverrà il superamento progressivo degli studi e del software Gerico, con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Gli studi di settore, in pratica, serviranno per selezionare i contribuenti più affidabili e per separarli da quelli a rischio evasione, grazie agli “indicatori di compliance”, volti a “misurare la fedeltà fiscale”, in scala da 1 a 10: chi raggiungerà il grado di affidabilità più elevato avrà accesso a un particolare sistema premiale, che darà diritto a diverse agevolazioni, come la riduzione dei termini di accertamento e l’esclusione da alcune tipologie di accertamento.

Vediamo le principali novità.

Normalità economica

Finora utilizzati per la stima dei ricavi/compensi gli indicatori di normalità economica diventano indicatori per il calcolo del
livello di affidabilità. Invece dei soli ricavi saranno stimati anche il valore aggiunto e il reddito d’impresa. È uno degli elementi utilizzato dalla nuova metodologia statistico-economica elaborata per arrivare all’indice sintetico.

 

Basi imponibili

Gli indicatori di compliance avranno caratteristiche differenti e specifiche, secondo l’attività svolta dal contribuente in modo prevalente. Potranno essere stimate anche basi imponibili diverse: a seguito di queste valutazioni, potrà essere ricavato il valore aggiunto e, sulla base di questo, saranno ottenuti i ricavi (o i compensi) e il reddito.

 

Dati basati sugli anni precedenti

La valutazione dei dati forniti dal contribuente non si baserà soltanto sull’anno corrente e su quelli immediatamente precedenti, ma addirittura sugli 8 anni precedenti in questo modo, le stime fornite dagli studi saranno più efficienti e più precise.

 

La stima del valore aggiunto

La stima del valore aggiunto per addetto utilizzerà una funzione di calcolo specifica in grado di offrire una maggiore interpretabilità economica dei coefficienti stimati (elasticità rispetto al valore aggiunto) e migliore aderenza dei risultati alla realtà economica. I risultati saranno così personalizzati per singolo contribuente sulla base degli effetti individuali calcolati con il nuovo modello di stima.

 

Addio ai correttivi

Dato che il nuovo modello di stima che caratterizzerà gli indicatori di affidabilità sarà autonomamente in grado di valutare l’andamento ciclico, non sarà più necessario predisporre i correttivi per la crisi, cioè quei correttivi che riadattano gli studi alla congiuntura economica negativa.

 

Le semplificazioni

Il passaggio ai nuovi indicatori di compliance produrrà anche un effetto di semplificazione degli adempimenti per imprese e professionisti, che saranno chiamati a comunicare all’amministrazione finanziaria un minor numero di informazioni. Si dovrebbe, infatti, realizzare una drastica riduzione dei contenuti dei modelli relativi agli studi di settore.

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